Tristan dà i numeri, a tre mesi dalla nascita

Sì, ci voleva: rispolverare un po’ il blog, dopo alcuni affollati impegni. L’occasione – ma guarda un po’ – è proprio l’ultimo giorno dell’anno, quello in cui si fanno i soliti striminziti bilanci per l’anno appena trascorso e i soliti falsi propositi per quello che verrà.

Featured imageSempre più convinto che domani è solo una prosecuzione d’oggi, e che il calendario è una banale convenzione per dare nome al Tempo – per tentare di arginarlo nella pregevole fattura delle caselle di un calendario artistico – ecco alcuni numeri del blog: non male francamente, calcolando che appena 3 mesi fa Tristan ancora non esisteva, o era un progetto appena in fasce.

Mi fa piacere, ora, vedere che questo spazio è una buona base da cui ripartire; ora che qualche cosa nel mio orizzonte visuale sta cambiando, e che – pare – non ci saranno più angoscianti peripezie ed errori redazionali da sopportare. L’anno si chiude, poi, con la seconda presentazione di res incognita, un libro che ho fortemente voluto e cercato, dopo un anno e mezzo di attese tribolazioni rinunce rinvii a data da destinarsi et cetera.

Ecco, appunto, l’inizio e la fine. L’inizio: l’impegno del giornale che mi ha fatto aprire questo blog (lo chiamai “spazio vitale”, in quel post di metà ottobre).

La fine: la promozione di res incognita, Featured imagecon le due presentazioni del 13 e del 30 dicembre, con un successo lusinghiero di pubblico e di numeri. Da questa fine, che non è una fine, conviene ripartire, con la consapevolezza che gli amici, e i compagni di vita, non sono sempre quelli che ti vivono accanto tutti i giorni, ma quelli che “sentono”, fortissimamente sentono nel profondo di se stessi, quello che senti tu. Gli amici, che si sono fatti vedere anche per poco, che hanno chiesto e che ti chiedono ancora, che da persone sconosciute incontrate pochi minuti prima sono pronti a condividere qualcosa: in spassionata sympàtheia, insomma.

Qui sotto c’è qualche statistica. Perché viviamo pur sempre in un mondo fatto di numeri, ed è ai numeri che ci rivolgiamo per avere un responso delle nostre buone, o cattive, oper-azioni. A tenere legate queste cifre ci sono, però, e sempre, le parole: al cui valore, alla cui cadenza credo con una convinzione assoluta. Come veicolo di comunicazione, come portatrici di un messaggio. Le parole, in cui si annida, anzi “è” il nostro essere umani.
Intanto, ecco a voi, i numeri…

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

Un “cable car” di San Francisco contiene 60 passeggeri. Questo blog è stato visto circa 850 volte nel 2014. Se fosse un cable car, ci vorrebbero circa 14 viaggi per trasportare altrettante persone.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...