Ceccano e le primarie: bentornato Medioevo

Ok, d’accordo, le primarie del centrosinistra di Ceccano hanno consegnato alla città il tanto agognato candidato a sindaco dello schieramento che da anni (dieci? venti? Le stime possono anche andare al rialzo, non c’è problema) governa il paese ininterrottamente, e con gli effetti nefasti che sono sotto gli occhi di tutti. E si discuterà ancora per qualche giorno sulle modalità, non proprio cristalline, del voto: regole d’ingaggio che hanno lasciati tanti dubbi, specie a chi era osservatore esterno e dis(interessato).

Ma quali saranno le conseguenze? E parlo delle conseguenze per noi cittadini, già sapendo che nelle logiche partitocratiche delle grandi alleanze – o grandi ammucchiate, che dir si voglia – non c’è tanto spazio per le vere rivendicazioni di noi cittadini, ormai avvezzi ad aver delegato ceccano primarie 1per anni il nostro diritto/dovere di partecipazione e abituati ad avere un unico – finto – sussulto d’orgoglio solo quando si tratta di fare una croce sulla scheda elettorale.

Una cosa pare certa: la vittoria dell’architetto Luigi Compagnoni (835 voti), già in quota PD e ora candidato per conto del PSI, dimostra che a Ceccano il medioevo è tutt’altro che finito. Sia per il nome che è uscito fuori, sia per i protagonisti che sono rimasti (più o meno) dietro le quinte, non si può davvero credere che tutto stia finalmente volgendo verso il rinnovamento della classe politica e delle idee messe in campo.ceccano primarie 2

Il nome, ovviamente, è quello del neo candidato Compagnoni, un già noto amministratore della città, visti la sua esperienza da assessore quasi 20 anni fa e i frequenti incarichi ricevuti dal Comune, da ultimo quello per la fantomatica ricostruzione del Palazzetto dello Sport, crollato sotto il peso non già della neve, ma della miopia amministrativa e della gestione a dir poco allegra dei beni pubblici.

I protagonisti sono coloro che si sono spesi per la candidatura del Compagnoni, e che sono amministratori di vecchia e nuova data, segretari di partito, referenti locali, capizona capicontrada e così via. Ed è addirittura superfluo o deleterio fare i nomi degli appartenenti a questo Sistema: a Ceccano, dove tutti conosconoPSI tutto e tutti (o quasi) le grandi logiche di spartizione del potere sono abbastanza risapute. E poi, quando c’è di mezzo un grande dinosauro della Prima Repubblica, quel PSI che esiste ormai solo nella nostra provincia, è facile far quadrare i conti pure sui nomi.

Credo che ai cittadini interessi poco del clima da ‘resa dei conti’ che da oggi si respirerà dentro l’altro grande alleato del centrosinistra nostrano, quel PD che mostra al suo interno un logorio di correnti e posizioni vicinissimo al logorio di nervi. Questi sono affari che i ceccanesi onesti lasceranno agli egregi signori del partito, convinti come sono che il destino di tutti quanti noi, appeso su un filo (o su un cerino), si deciderà come al solito in qualche cena o incontro elettorale, lontano dai riflettori, là dove si annidano le trame del potere che tanti scrittori, Sciascia in primis, avevano intuito tempo fa.PD

Ora, siam tutti qui a stracciarci le vesti per poter dire la nostra, ora che è “il giorno dopo”, e quindi più alte e più squillanti suonano le sirene di chi ha ‘vinto’, di chi ha vinto perdendo e perso vincendo, e di chi da fuori continua a gridare il non cessato allarme. Ma domani? Che ne sarà domani, di tutto questo? Le bugie hanno le gambe corte; la memoria, specie da queste parti, di corto c’ha le gambe, il naso, il passo. Tutto, insomma.

E allora, sarà bene tenerci in testa quest’opinione, e ripartire da qui, e rispolverarla ogni tanto per tenere alta la guardia, quella che per troppi anni da queste parti è rimasta bassa. Nell’aria non c’è niente di buono: l’affluenza sarà alta, perché le comunali sono sempre un po’ come il Festival di Sanremo, e «so’ sempre comunali»; ceccano 1chi dovrebbe fare la vera opposizione a Ceccano resta sulla difensiva, non si espone e non fa squadra, e facendo così non fa altro che rafforzare il fronte pro Sistema; gli altri, impegnati nella loro campagna elettorale, portano tranquillamente l’acqua al proprio mulino, e intanto affilano le armi. Si attendono mesi di terribile guerra elettorale, una sanguinosa battaglia alla ricerca dell’ultimo voto utile. E, se per una volta anche i muri potessero votare, a Ceccano già da ora qualcuno avrebbe stravinto.

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