Boom: siamo su Pordenonelegge.it!

Visto che Facebook è ormai diventata la vetrina personale in cui vantarsi di tutto, dai viaggi alle lauree, dai primi baci all’ultimo capello alla moda, financo dei propri brufoli e delle proprie bagnarole in cui mettere a mollo i piedi, lo utilizzo temporaneamente per vantarmi di una cosa che ritengo alquanto importante, e forse un filino meno banale: straordinaria quanto basta per dare orgoglio personale.


I testi di due mie ex alunne dell’IPSSEOA Ceccano hanno ottenuto la pubblicazione nell’ambito del contest “La storia siamo noi – I giovani e la pandemia” bandito da Pordenone legge, uno dei più importanti festival letterari italiani, che da un po’ di tempo offre visibilità anche alla formazione e alla scrittura degli adolescenti. I testi sono disponibili ai link seguenti, e fanno parte di diversi PDF in cui sono convenuti i contributi di ragazzi provenienti dalle scuole superiori di tutt’Italia. ‘Na bella soddisfazione, insomma.

Al di là dei vanti personali, che fatico a riconoscermi, e della visibilità che senz’altro deriverà all’Istituto per cui lavoro da quasi tre anni, l’IIS Ceccano, oltre che darmi un’ideale brivido di Allegria di vita, questo piccolo fatto dimostra diverse cose:
1. Si può ancora credere nell’alto valore formativo della scuola, e della cultura in genere, nonostante i supplizi infernali che entrambe subiscono ormai da anni, nella pressoché totale indifferenza della società e fra le menzogne patentate della solita politica.

2. Ci sono ancora strutture e istituzioni che credono nei ragazzi, danno loro parola, li ri-trasformano nei protagonisti del presente, li rimettono al centro del villaggio (globale o non) come si conviene a qualsiasi società evoluta. E che lo fanno soprattutto in un tempo storico vessato dalla pandemia che, come tutti sappiamo, ha messo letteralmente fra parentesi quadre proprio le speranze, le ambizioni, i sogni dei nostri giovani, confinati a vivere la loro normalità da dietro lo schermo di una DaD e sempre più proiettati in un mondo virtuale alienante e del tutto svincolato dall’esigenza regina di ogni cuore giovane: l’essere qui e ora, il vivere e respirare il sapore della gioventù.

3. Il docente non è che uno strumento, e se alla fine lavora e ci mette il cuore, quell’impegno paga, paga sempre, e rimedia settimane di umiliazioni, scetticismi, delusioni e disamoramenti. E perfino in una scuola professionale, da sempre ritenuta la cenerentola della scuola italiana, luogo in cui “imprigionare” gli studenti più svogliati e/o difficili, si possono trovare tesori di determinazione, coraggio e creatività: e questi tesori hanno nomi e cognomi, visi e occhi che si stupiscono e sanno stupire.

4. Le tanto bistrattate Lettere possono ancora dire la loro, in un mondo ormai dominato dall’ottica capitalistica dell’utile e del conveniente e stupidamente proteso nella logica della carriera facile e dei guadagni mordi e fuggi. Le vite più ricche sono quelle che non hanno portafogli gonfi, ma librerie che rischiano di crollare sotto il loro stesso peso.

5. Le buone parole non potranno salvare il mondo, ma possono ri-orientare una vita e aiutarla a trovare il proprio posto nel mondo.


Un plauso immenso alle mie ragazze, che ho avuto il privilegio di guidare nell’anno scolastico ormai passato, e a tutti gli altri studenti che hanno partecipato a questa bella sfida.

Quesiti i link di riferimento
Home page
https://www.pordenonelegge.it/tuttolanno/scuola-e-formazione/1092-La-storia-siamo-noi:-giovani-e-pandemia
Pagina dedicata con i nomi delle alunne:
https://www.pordenonelegge.it/pdf/la%20storia%20siamo%20noi/pnlegge-la-storia-siamo-noi-6.pdf

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